Due madri: da una lingua all’altra

Ragnatela.

Nella rete dei miei pensieri di luce

Ho catturato la tua immagine: una vespa

Sottile nel mezzo, agile e fine.

 

Un fiato di vento può staccarla

Dalla sua amaca luminosa,

Farla cadere come un fiore sul viso di un lago,

A intorbidire lo specchio metallico…

 

È sera…i pioppi allineati all’orizzonte

Si spengono lontano-

Fiamme d’ombra, fiaccole funerarie

Al capezzale del giorno morto…

 

Perchè vuoi essermi inutilmente contro?

Rimani mia…

O, non ti agitare, mia dolce prigioniera,-

 

La rete fine tremerebbe

E ogni filo teso troppo

Mi fa male…

 

Perchè le ho tese- ragno solitario-

Non dall’argento dei raggi di luna,

Ma dal brivido di un sogno bizzarro

Che la Notte mi porta in dono

Per viverlo un istante insieme…

 

Painjinis di George Toparceanu

Traduzione in italiano di Cristina Hordoan