Autunno.

Mangio l’uva arrampicata al cancello. La spremo tra le dita e lascio cadere la buccia. Le dita si bagnano e le sfere di dolcezza sembrano caramelle. É la dolcezza dell’infanzia felice, scivola via troppo in fretta e rimane sulle labbra la polvere del tempo passato. Scelgo la più scura ed esposta al sole, è ancora tiepida dentro la mia bocca, vibrante come il cielo d’autunno. Il tempo sembra scorrere più lento e calmo, scandito da un sole luminoso, da qualche gallo che canta in lontananza, il pigolio della natura nelle mie orecchie è sempre stato soporifero e sano, in grado di distendere i nervi più tesi. Il mio cuore batte all’impazzata ultimamente, sembra mi stia innamorando della vita e ogni evento sembra accadere per la prima volta. La pioggia, le nubi, il vento, le foglie, tutto mi porta ad un’esperienza nuova, i miei occhi neonati divorano il mondo. Ho talmente tante cose da fare che devo concentrarmi sulla quotidianità, per non farmi rincorrere dall’ansia. L’ansia che ultimamente mi manda fuori focus, ma mi sento una brava oculista e lentamente, con pazienza, mi faccio scorrere davanti agli occhi tutte le lenti, per trovare quelle che si adattano meglio. L’autunno sembra essere la preparazione alla rinascita.

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