Pensieri.

La notte è un lenzuolo bianco, i pensieri sono vento che lo increspano. I fari passano sul soffitto, si allungano come anime che si stiracchiano nella quiete della notte. Sono scostante nelle scrivere e questo mi rende pensierosa, mi mancava moltissimo questo spazio. Mi prendo i miei tempi, alla fine la vita non è altro che un continuo ritararsi su se stessi. Da quando ho preso la mia decisione mi sento prolifica ed è come se non ci fossero grandi ostacoli. Sento che sto facendo qualcosa per me e me soltanto e che tutto questo percorso non è stato affatto vano. Mi ha portata qui, davanti a chi voglio essere, davanti a quale tipo di professionista, davanti a quale tipo di persona.

Da qualche parte, dentro di me, sembra un grande macigno si sia spostato. Uno di quelli immensi, che bloccano il corso di un fiume, sui quali i bambini salgono coi piedi scalzi per tuffarsi nell’acqua, tra grida di eccitazione. Non so bene come farò. Non so come pagherò, non so come gestirò il tempo, come farò a far quadrare il lavoro, se ancora lo avrò. Ma forse non è importante. La concessione verso me stessa è importante. Sembra quasi che la mia vita si sia spostata da un piano di irrealizzabili sogni a un piano di realtà possibile. Mentre quei fari passano sul soffitto mi chiedo se davvero sono riuscita a fare questo, se davvero proverò quel test.

Le mie priorità sono cambiate. Ho sempre pensato che sarei stata una mamma giovane, che mi sarei sposata, avrei vissuto tranquilla una vita tranquilla. E ora non mi importa se rimarrò sola, se fino ai 30 anni vivrò una residenza, se le notti si confonderanno con i giorni. Sembra io non abbia più paura di rimanere sola e il valore delle persone che mi stanno intorno si è delineato e so che cosa voglio.

Posso davvero entrare nella mia vita.

 

Nuvole bianche.

Le nuvole bianche prendono la luce della luna, una luna sospesa in mezzo a un cielo notturno terso, con qualche stessa limpida a farle compagnia. Ha piovuto, l’aria di primavera è fresca e tiepida, le montagne si stagliano maestose a mezzanotte, poco più chiare del cielo. L’universo si rispecchia nella neve rimasta, insieme a questo cielo splendido. Le colline sono buie e scure, ma non c’è tenebra. Le luci delle case sono accoglienti e quasi sorridono. Torno a casa, guido per strade deserte, la casa è deserta, il mio letto è deserto. Mi scivola dentro una gioia quasi liquida che si sporge di un poco sulla soglia degli occhi. Ho deciso che dopo la fine della mia magistrale mi iscriverò a medicina. La libertà, la possibilità mi rende felice. Sembra ovvio, sembrava ovvio a tutti. Non a me. Non mi sembrava di avere questa possibilità, mi sembrava di averla bruciata con questo corso di laurea, che mi ha dato molto, che ho amato. Ma avevo questo nodo fermo sullo stomaco ed essermi data anche solo la possibilità di provare mi ha liberata. Sarà così faticoso. Ma non è importante. Ce la farò. Io, per me stessa. É bello darsi infinite possibilità.

Primavera.

I germogli freschi sono come una nebbia verde nel bosco ancora rado. Aleggiando sugli arbusti più bassi, rendendo magico lo spazio. Come vapore sono delicate e friabili e muovendosi in mezzo si spostano. Oggi è una giornata umida e cupa, la luce non segna affatto il tempo. Dentro me è primavera e mi sento come i fiori colorati, seppure in mezzo al grigio. Ho voglia di correre e di fare l’amore, mi sento viva, quasi come se il mio corpo non mi potesse contenere. Sento il mio corpo che esplode come una stella mentre mi stringi dormendo e non faccio altro che ridere del tuo respiro rumoroso, cercando di trattenermi per non svegliarti.